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lunedì 19 aprile 2010

Il mercatino di Slow Food a Milano


Sabato mattina, verso ora di pranzo, sono andata con mio marito a visitare il mercatino di Slow Food a Milano. Non ne avevo mai avuto occasione prima e devo dire che è stata proprio una bella esperienza. All'interno di un parco avevano allestito le classiche baracchine dei mercati, dove i produttori presentavano e vendevano le proprie specialità. Avevano poi allestito anche spazi con tavoli e panche, per permettere una colazione all'aperto. Il nostro giro si è aperto con miele, prodotti derivati e biscotti... forse siamo partiti dalla fine?
Facendo un giro più completo, abbiamo trovato formaggi freschi e stagionati, insalata, salumi (anche sottovuoto), sorbetti e bibite bio, hey ma... cosa ci sarà qui, con tutta 'sta gente? Forse non ci vedo bene: non c'è nulla sul bancone... ascolto e capisco che si tratta del banco del pane. E' finito e la gente si accalca in attesa. Già perchè come si fa a comprare formaggio e salame senza pane?! Dopo poco arriva un camioncino con ceste colme. Ma noi ci allontaniamo: siamo senza numero e tutti avanzano ordinazioni.
Veniamo quindi attratti da piccole confezioni di risotto e zuppe disidratate: a quanto dicono velocissime da preparare. Non ci consentono di fare fotografie, anzi, ci chiedono come mai vorremmo farle e ci guardano storto... temono la concorrenza delle multinazionali o dei consumatori milanesi? :-)
Mettiamo tutto nello zaino e via! Abbiamo cibo e macchina foto, ma qualche goccia non era prevista...

domenica 21 marzo 2010

Dalle pizzette alla Porsche





Lunedì è in programma una visita presso un'azienda nei pressi di Bergamo. Perchè non anticipare il viaggio e farsi una bella domenica in gita? Eccoci dunque a Bergamo alta, in tarda mattinata di sabato. Un fiume di gente lungo i vicoli della città vecchia ci scorta verso l'albergo. E' quasi ora di pranzo, ma che ne direste di giretto in piazza? Ancor prima di giungere e di poter decidere dove infilarsi per un pranzo veloce, ecco in evidenza un forno, stracolmo di gente. Buon segno! Si vede che sono bravi! Proviamo ad entrare, ma ne usciamo scoraggiati poco dopo... troppa confusione! Le pizzette si possono scegliere solo guardandole dalla vetrina!? Ci dirigiamo verso la piazza principale. Che bella giornata di sole. Dopo questo lungo e grigio inverno sembra un miracolo! Camminiamo accanto alla chiesa, sotto antichi porticati ed ecco un suonatore di violino che cerca di vendere CD, tra quadri esporti in attesa di acquirenti. Hey, ma quello ha un vassoietto con sopra una pizzetta familiare.. e questo? Pure lui! Ma... questi ragazzi seduti in terra, come indiani, vicino alla fontana mangiano dagli stessi vassoietti... vuoi vedere che abbiamo sbagliato a non fermarci al forno?
Vabbè, continuiamo il nostro giro e ci imbattiamo in un cartello che dice TE LO DO IO IL PANINO! Bilingue, italiano e inglese, spiega l'idea: un take away da passeggio, con un panino ed un bicchier di vino, prodotti dagli agricoltori della zona. Ed eccolo lì, infatti, il classico burbero con la barba che mesce ed imbottisce tagliando da invitanti forme di formaggio... Quasi quasi... Dai dai, fermiamoci! E' anche possibile sedersi ai tavoli per degustazioni di formaggi e salumi, evviva! Come si sta bene! Il primo pranzo all'aperto della stagione non si scorda :-)
Più tardi, parlando con un ristoratore del centro, scopriamo che il fornaio ha sicuramente fatto a meno di noi: si tratta dell'esercizio commerciale più redditizio di Bergamo alta, tanto che il proprietario, che sta per ampliare aggiungendo tavolini per far sedere i clienti, colleziona Porsche... ecco, come sempre "abbiamo sbagliato tutto nella vita!?" :-)

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