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sabato 13 marzo 2010

Il mio magnetismo

OK, forse non è proprio originale collezionare magneti. Ma di certo è comodo per gli amici che così sanno che cosa regalarti con poca spesa rendendoti felice! Qualcosa di originale in questa fotografia però c'è... non avete notato? I magneti non sono appesi al frigorifero bensì al MURO! Una vecchia porta della cucina è stata chiusa con una lastra di metallo a cui abbiamo attaccato ciò che in parte vedete, raccogliendolo negli anni. Dunque vediamo... in rigoroso ordine sparsissimo: Provenza, New York, Grecia, Roma, Parigi, Giappone, Camogli, Taranto, Nizza, Chicago, Cordoba, Andalusia, Barcellona, Londra, Amsterdam, Miami, Turchia, Creta, Maldive, Parco Nazionale statunitense, Egitto, Sud Africa, Ungheria, Santorini, Botero, Hayez, Modigliani, Mirò, Picasso, Boccioni, Matisse, Arabia Saudita, Monet, Santa Margherita Ligure, Perù, Van-Gogh, Renoir, Hopper, Bilbao, Venezia, Tamara de Lempicka, Leonardo da Vinci, Cina, Portogallo e tra gli altri la mitica fattoria assassina. Ci siamo fatti tutti dei bei viaggi cari miei! Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rallegrare la nostra cucina! :-)

lunedì 8 febbraio 2010

Massimo Bottura e il fardello della Tradizione


Ho sentito forte l'orgoglio Modenese. Era da un bel po di tempo che non mi capitava. Si, perchè Massimo Bottura dell'Osteria Francescana è di Modena come me. Il vincitore di questa edizione di IG, lo Chef dell'anno, non solo è di Modena ma la pensa come me su molte cose. Mi ha colpito molto questa persona. Mi ci sono ritrovata. Perchè? Beh, semplicemente perchè ha dichiarato: "Basta con sta' tradizione!". Si si, avete capito bene. Lo ha detto di sfuggita, ma a me non è scappato. Solo chi è di Modena, ma abbia una cosiddetta Open Mind, può capire bene che cosa significhi il peso di una tradizione come quella della pasta fresca fatta in casa, del ragù alla bolognese, dei tortellini e via dicendo. La tradizione è un fardello. Leggero per coloro che stanno comodi così, pesantissimo per quelli che invece il caso ha voluto potessero "uscirne" per conoscere altro. Modena è una città chiusa, provinciale, che non legge, che non viaggia, che non sperimenta. I discorsi di Bottura, il suo rivolgersi ai giovani affinchè vedano ed imparino da altre culture mi è parso quasi rivolto all'Emilia. Sono convinta che per sfondare con il proprio ristorante abbia dovuto impegnarsi molto più di altri. Forse si può pensare che filosofeggi troppo Bottura, ma alla fine del discorso il motto è stato: "Ricordatevi sempre chi siete e da dove venite". Dunque? direte voi... Giusto! dico io. E' giusto conoscere la propria tradizione, sapere chi siamo e da dove veniamo, per poi aprirsi al nuovo, tornare e non pensare di essere superiori, ma semplicemente cambiati e più ricchi. Di questo parla lo chef alla fine, di umiltà. Molto bene. Volete sapere se ha anche cucinato qualcosa, oltre che parlato? Si si, lo ha fatto. Ha inoltre mostrato come per realizzare il proprio piatto chiamato "Tutte le lingue del mondo" sia partito dalla lingua bollita (il grande classico della suddetta tradizione), per poi affiancare salse diverse derivanti da sapori ed abbinamenti conosciuti nei 5 continenti. Troppo facile? Troppo banale? Troppo fusion? Lascio a voi la risposta. A me va bene così.

venerdì 29 gennaio 2010

Leggermente fuori fuoco

Un fugace ricordo del passato Capodanno.
La citazione di uno dei miei fotografi preferiti.
Un venerdì tardo pomeriggio, placido, liquido, in bianco e nero...

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